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Transizione 5.0 2026: come funziona il nuovo iperammortamento

Il nuovo incentivo aumenta il costo fiscalmente deducibile di beni digitali, rinnovabili e sistemi di accumulo. Stato: Aperto Data di pubblicazione: 3 Ago 2026 Scadenza: 30 settembre 2028 Agevolazione: Maggiorazione fino al 180% Beneficiari: Imprese di ogni dimensione Territorio: Tutta…

Il nuovo incentivo aumenta il costo fiscalmente deducibile di beni digitali, rinnovabili e sistemi di accumulo.

Stato: Aperto

Data di pubblicazione: 3 Ago 2026

Scadenza: 30 settembre 2028

Agevolazione: Maggiorazione fino al 180%

Beneficiari: Imprese di ogni dimensione

Territorio: Tutta Italia

La Transizione 5.0 è ripartita, ma con regole diverse rispetto al precedente credito d’imposta. La nuova misura introduce un iperammortamento destinato alle imprese che investono in tecnologie digitali, macchinari interconnessi, software e impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile.

L’agevolazione interessa gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e consente di aumentare il costo fiscalmente deducibile dei beni acquistati.

Come funziona l’iperammortamento 2026

L’impresa non riceve un contributo diretto e non matura un credito d’imposta da utilizzare tramite modello F24.

Il beneficio viene riconosciuto attraverso una maggiorazione del valore fiscale dell’investimento. In questo modo l’impresa può dedurre dal proprio reddito un importo superiore alla spesa realmente sostenuta, riducendo le imposte nel corso del periodo di ammortamento.

Le maggiorazioni previste sono:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per la quota superiore a 2,5 milioni e fino a 10 milioni;
  • 50% per la quota superiore a 10 milioni e fino a 20 milioni.

Le percentuali vengono applicate progressivamente per scaglioni.

Cosa significa maggiorazione del 180%

La maggiorazione del 180% non indica la percentuale di un contributo a fondo perduto.

Se un’impresa acquista un macchinario agevolabile del valore di 100.000 euro, può ottenere una deduzione aggiuntiva di 180.000 euro. Il valore complessivamente ammortizzabile diventa quindi pari a 280.000 euro.

Il risparmio effettivo dipende dal reddito imponibile dell’impresa, dall’aliquota fiscale applicabile e dalla durata dell’ammortamento. Prima di presentare la domanda è quindi importante calcolare il reale vantaggio fiscale dell’operazione.

Chi può richiedere l’agevolazione

La nuova Transizione 5.0 è rivolta alle imprese residenti in Italia e alle stabili organizzazioni italiane di soggetti non residenti.

Possono accedere imprese di ogni dimensione, settore economico e forma giuridica, indipendentemente dal regime fiscale adottato.

L’impresa deve essere in regola con gli obblighi contributivi e rispettare la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Quali investimenti sono ammessi

L’iperammortamento finanzia l’acquisto di beni materiali e immateriali nuovi destinati alla digitalizzazione e all’ammodernamento dei processi produttivi.

Tra gli investimenti agevolabili possono rientrare:

  • macchinari e impianti controllati da sistemi digitali;
  • robot e sistemi automatizzati;
  • dispositivi per il monitoraggio della produzione;
  • software per la gestione dei processi aziendali;
  • piattaforme per l’analisi dei dati;
  • sistemi di sicurezza informatica;
  • tecnologie per l’integrazione della produzione;
  • impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile;
  • sistemi di accumulo dell’energia.

I beni digitali devono possedere le caratteristiche tecniche previste dalla normativa ed essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

La semplice sostituzione di un vecchio macchinario con un modello più recente non garantisce quindi l’accesso all’agevolazione.

Fotovoltaico e sistemi di accumulo

La misura comprende anche gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo.

Possono essere agevolati gli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo, i trasformatori, le apparecchiature di misurazione e gli altri componenti collegati alla produzione energetica.

Il dimensionamento dell’impianto non può superare il 105% del fabbisogno energetico medio della struttura produttiva registrato nell’anno precedente.

L’impresa deve quindi documentare i propri consumi e dimensionare correttamente l’impianto rispetto alle effettive necessità produttive.

Come presentare la domanda

La richiesta deve essere trasmessa attraverso la piattaforma informatica del GSE.

La procedura inizia con una comunicazione preventiva contenente le informazioni sull’impresa, sulla struttura produttiva, sui beni da acquistare e sul valore dell’investimento.

Dopo la risposta positiva del GSE, l’impresa ha 60 giorni per confermare il progetto e dimostrare il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di ciascun bene.

La comunicazione di conferma non può comprendere beni differenti o importi superiori rispetto a quelli indicati nella prenotazione iniziale.

Al termine dell’investimento deve essere presentata una comunicazione di completamento, accompagnata dalla documentazione tecnica e contabile richiesta.

Quali documenti servono

Per ottenere l’iperammortamento è necessario predisporre:

  • ordini e contratti di acquisto;
  • fatture relative ai beni agevolati;
  • documentazione dei pagamenti;
  • perizia tecnica asseverata;
  • certificazione contabile dei costi;
  • documentazione sull’interconnessione;
  • comunicazione finale di completamento.

La certificazione dei costi deve essere rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione, anche quando l’impresa non è normalmente sottoposta alla revisione legale dei conti.

Quando deve essere completato l’investimento

Gli investimenti devono essere completati entro il 30 settembre 2028.

La comunicazione finale deve essere trasmessa al GSE entro il 15 novembre 2028. Il beneficio può essere utilizzato dopo il completamento dell’investimento, l’entrata in funzione del bene e l’esito positivo della procedura.

L’iperammortamento è cumulabile?

L’agevolazione può essere cumulata con altri incentivi nazionali o comunitari, purché le diverse misure non finanzino la stessa quota di costo e il sostegno complessivo non superi la spesa sostenuta.

La compatibilità deve essere verificata caso per caso, soprattutto quando l’impresa intende utilizzare anche la Nuova Sabatini, contributi regionali o altri fondi europei.

Gli errori da evitare

Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare il 180% come un contributo monetario erogato direttamente all’impresa.

È inoltre importante:

  • verificare i requisiti tecnici prima di ordinare i beni;
  • calcolare preventivamente il vantaggio fiscale;
  • rispettare il termine previsto per la conferma;
  • versare l’acconto minimo richiesto;
  • non modificare beni e importi dopo la prenotazione;
  • organizzare perizia e certificazione contabile;
  • conservare tutti i documenti relativi all’investimento.

Una pianificazione incompleta può compromettere l’agevolazione anche quando il macchinario acquistato rispetta le caratteristiche richieste.

Come valutare la convenienza per l’impresa

La nuova Transizione 5.0 può essere particolarmente interessante per le imprese che producono reddito imponibile e stanno programmando investimenti rilevanti in digitalizzazione, automazione o autoproduzione energetica.

Prima di presentare la domanda è però necessario confrontare il valore della maggiore deduzione con il costo dell’investimento, i tempi di ammortamento e la situazione fiscale dell’impresa.

Fundo.one aiuta le imprese a verificare l’ammissibilità degli investimenti, stimare il beneficio ottenibile e preparare correttamente la documentazione necessaria.

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