Dal 1° luglio 2026 chi presenta una nuova domanda per ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero non può più ottenere il contributo a fondo perduto.
La misura rimane attiva, ma l’agevolazione viene concessa esclusivamente attraverso un finanziamento a tasso zero, rimborsabile in dieci anni, che può coprire fino al 90% delle spese ammissibili.
La novità è importante perché molte guide presenti online continuano a descrivere ON come un incentivo composto da finanziamento agevolato e fondo perduto. Questa informazione non è più valida per le domande presentate dal 1° luglio 2026.
Invitalia ha comunicato ufficialmente l’esaurimento delle risorse destinate ai contributi a fondo perduto.
La domanda da porsi, quindi, non è soltanto “posso partecipare?”, ma soprattutto: un finanziamento a tasso zero senza fondo perduto è ancora conveniente per il mio progetto?
Che cosa è cambiato dal 1° luglio 2026?
Fino al 30 giugno 2026, ON poteva combinare:
- un finanziamento a tasso zero;
- una quota di contributo a fondo perduto.
Dal 1° luglio 2026, le nuove domande possono ottenere soltanto il finanziamento agevolato.
Non sono cambiati:
- i requisiti dei beneficiari;
- i settori ammessi;
- gli importi massimi dei progetti;
- la percentuale massima di copertura, pari al 90%;
- la durata del finanziamento, fino a dieci anni;
- la procedura di domanda;
- la valutazione in ordine cronologico.
L’incentivo continua quindi a offrire una copertura finanziaria molto elevata, ma l’impresa dovrà restituire l’intera agevolazione ricevuta.
Quanto finanzia ON nel 2026?
Il finanziamento a tasso zero può coprire fino al 90% delle spese ammissibili.
La parte restante deve essere sostenuta dall’impresa con mezzi propri o altre risorse finanziarie.
| Programma di spesa | Finanziamento massimo | Quota minima dell’impresa |
|---|---|---|
| 100.000 euro | 90.000 euro | 10.000 euro |
| 250.000 euro | 225.000 euro | 25.000 euro |
| 500.000 euro | 450.000 euro | 50.000 euro |
| 1.000.000 euro | 900.000 euro | 100.000 euro |
| 1.500.000 euro | 1.350.000 euro | 150.000 euro |
| 3.000.000 euro | 2.700.000 euro | 300.000 euro |
“Fino al 90%” non significa che Invitalia riconoscerà automaticamente la percentuale massima.
Il costo ammesso viene determinato durante la valutazione, verificando la necessità, la congruità e la coerenza delle singole spese. Se una parte del programma viene esclusa, diminuisce anche l’importo finanziabile.
Inoltre, il 10% non coperto non rappresenta sempre tutta la liquidità necessaria: bisogna considerare anche IVA, spese non ammissibili, eventuali costi sostenuti in attesa delle erogazioni e capitale circolante non finanziato.
Chi può presentare domanda?
ON si rivolge a:
- micro e piccole imprese costituite in forma societaria da non più di 60 mesi;
- gruppi di persone fisiche che vogliono costituire una nuova società.
Le imprese possono avere sede in qualsiasi regione italiana.
La società deve essere composta, per oltre la metà del numero dei soci e delle quote, da:
- persone tra 18 e 35 anni;
- oppure donne di qualsiasi età.
Secondo le FAQ Invitalia, il requisito giovanile è posseduto da chi, alla data della domanda, ha compiuto 18 anni ma non ancora 36 anni.
Per le donne non è previsto un limite massimo di età.
Come si calcola la prevalenza giovanile o femminile?
Devono essere rispettate contemporaneamente due condizioni:
- i soci con requisito devono rappresentare oltre la metà del numero complessivo dei soci;
- gli stessi soci devono detenere oltre la metà delle quote.
Non è sufficiente rispettare soltanto uno dei due criteri.
Esempio di società ammessa
Una società ha tre soci:
- una donna con il 31%;
- un uomo di 30 anni con il 20%;
- un uomo di 40 anni con il 49%.
I soci con requisito sono due su tre e detengono complessivamente il 51%. La società rispetta entrambi i criteri.
Esempio di società non ammessa
Una società ha due soci:
- una donna con il 50%;
- un uomo over 35 con il 50%.
La donna possiede il requisito, ma rappresenta soltanto metà del numero dei soci e metà delle quote. La normativa richiede una quota superiore alla metà: la società, così composta, non è ammissibile.
La composizione societaria deve quindi essere verificata prima della domanda, evitando modifiche costruite soltanto formalmente per raggiungere le percentuali richieste.
Si può partecipare senza avere ancora costituito la società?
Sì. Un gruppo di persone fisiche può presentare il progetto prima di costituire l’impresa.
In caso di ammissione, la società dovrà essere costituita entro 45 giorni dalla comunicazione ricevuta da Invitalia, rispettando la composizione approvata durante la valutazione.
ON non finanzia, invece:
- ditte individuali;
- società semplici;
- società di fatto;
- attività esercitate esclusivamente come libero professionista individuale.
La misura richiede una forma societaria. Sono ammesse società di persone, società di capitali, cooperative e cooperative sociali che svolgono attività economica d’impresa.
I requisiti completi sono riportati nelle FAQ ufficiali sui beneficiari.
Qual è l’importo massimo del progetto?
L’importo finanziabile dipende dall’età dell’impresa.
Società da costituire o costituite da non più di 36 mesi
Possono presentare programmi fino a 1,5 milioni di euro per:
- creare una nuova attività;
- sviluppare un’attività già esistente.
Per queste imprese può essere ammesso anche il capitale circolante, entro il limite del 20% delle spese complessivamente ammissibili.
Società costituite da oltre 36 e fino a 60 mesi
Possono presentare programmi fino a 3 milioni di euro destinati a:
- ampliare l’attività;
- diversificare la produzione;
- introdurre prodotti nuovi;
- trasformare radicalmente il processo produttivo;
- realizzare una nuova iniziativa.
Per questa categoria non è previsto il finanziamento del capitale circolante.
La differenza è sostanziale. Un’impresa più giovane può finanziare parte delle esigenze iniziali di gestione, mentre una società costituita da più di 36 mesi deve concentrare il progetto sugli investimenti.
Quali settori sono ammessi?
ON finanzia progetti in tutta Italia nei settori:
- industria;
- artigianato;
- trasformazione di prodotti agricoli;
- servizi alle imprese;
- servizi alle persone;
- commercio;
- turismo;
- attività turistico-culturali;
- innovazione sociale.
Sono escluse, tra le altre, la produzione agricola primaria, la pesca, l’acquacoltura e alcune attività connesse direttamente all’esportazione.
L’elenco dei comparti è disponibile nella pagina Invitalia sui settori ammessi.
Quali spese possono essere finanziate?
Per le società da costituire o costituite da non più di 36 mesi sono ammissibili:
- opere murarie, entro il 30% dell’investimento;
- macchinari, impianti e attrezzature;
- software e servizi ICT;
- brevetti e licenze d’uso;
- consulenze specialistiche, entro il 5%;
- oneri per la costituzione della società e la stipula del finanziamento;
- capitale circolante, entro il 20%.
Il capitale circolante può comprendere:
- materie prime;
- semilavorati;
- materiali di consumo;
- merci;
- servizi necessari all’attività;
- godimento di beni di terzi.
I costi del personale non rientrano nel capitale circolante finanziabile.
Per le imprese costituite da oltre 36 e fino a 60 mesi sono ammissibili:
- opere murarie, entro il 30%;
- macchinari, impianti e attrezzature;
- programmi informatici e servizi ICT;
- brevetti e licenze;
- marchi.
Le imprese turistiche costituite da più di 36 mesi possono finanziare anche l’acquisto dell’immobile destinato all’iniziativa, entro il 40% dell’investimento ammissibile e nel rispetto delle condizioni previste.
Si possono finanziare veicoli, fotovoltaico e strutture mobili?
Sì, quando sono strettamente funzionali al progetto.
Le FAQ Invitalia ammettono, per esempio:
- mezzi di trasporto necessari alla produzione o all’erogazione del servizio;
- case mobili e strutture prefabbricate ricollocabili;
- attrezzature per impianti sportivi;
- impianti fotovoltaici;
- pale eoliche;
- impianti di riscaldamento e condizionamento;
- gazebi, pergolati e tensostrutture amovibili.
L’ammissibilità non dipende soltanto dalla categoria del bene. La domanda deve dimostrare perché quell’investimento è necessario per realizzare il progetto e produrre i ricavi previsti.
Quali spese sono escluse?
Non sono finanziabili:
- macchinari e attrezzature usati;
- investimenti di semplice sostituzione;
- imposte e tasse;
- commesse interne;
- contratti generici “chiavi in mano”;
- beni o servizi acquistati da soggetti collegati alla società;
- costi per rilevare beni usati appartenenti a un’attività esistente.
Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda.
Per le imprese più giovani, anche una fattura di acconto emessa prima della domanda può rendere non ammissibile l’intera fornitura, compresa la successiva fattura di saldo.
Bisogna quindi acquisire preventivi, ma evitare ordini, fatture e acconti prima dell’invio.
Il finanziamento richiede garanzie?
Dipende dall’importo.
Per finanziamenti non superiori a 250.000 euro non sono richieste specifiche forme di garanzia, ferme restando le tutele previste dalla normativa in caso di revoca delle agevolazioni.
Per finanziamenti superiori a 250.000 euro può essere richiesto un privilegio speciale sui beni agevolati.
Se il progetto comprende l’acquisto dell’immobile, può essere richiesta un’ipoteca di primo grado sullo stesso immobile.
Questo aspetto deve essere valutato prima di presentare programmi elevati: un progetto da 500.000 euro non comporta soltanto un maggiore debito, ma può richiedere anche garanzie sugli investimenti realizzati.
Come avviene la valutazione?
La domanda viene presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma Invitalia.
Servono:
- SPID, CIE o CNS;
- firma digitale;
- PEC;
- business plan;
- allegati economici e societari;
- preventivi delle spese.
La procedura è a sportello e non prevede graduatorie. Le richieste vengono esaminate in ordine cronologico.
La valutazione si svolge in due fasi.
Nel primo colloquio Invitalia verifica:
- competenze tecniche e gestionali dei proponenti;
- coerenza del progetto;
- conoscenza del mercato;
- capacità del gruppo di realizzare l’iniziativa.
Nel secondo colloquio vengono approfonditi:
- sostenibilità economico-finanziaria;
- previsioni di vendita;
- capacità di rimborso;
- congruità delle spese;
- copertura finanziaria;
- disponibilità e idoneità della sede.
Il business plan, quindi, non serve soltanto a descrivere l’idea. Deve dimostrare che l’impresa sarà in grado di generare liquidità sufficiente per restituire il finanziamento.
Conviene ancora presentare domanda?
ON può essere ancora conveniente quando il progetto:
- richiede investimenti consistenti;
- genera ricavi prevedibili;
- può sostenere il rimborso del debito;
- dispone della quota finanziaria non coperta;
- avrebbe comunque bisogno di un finanziamento esterno;
- beneficia concretamente di una durata fino a dieci anni e dell’assenza di interessi.
La misura è meno adatta quando:
- il progetto dipende principalmente dal fondo perduto;
- l’attività avrà ricavi molto incerti nei primi anni;
- la maggior parte dei costi riguarda il personale;
- manca la liquidità per sostenere IVA e spese escluse;
- i soci non vogliono assumere un debito di lungo periodo;
- il progetto può essere realizzato con un investimento molto più contenuto.
Esempio: progetto da 500.000 euro
Un’impresa presenta un programma con 500.000 euro di spese interamente ammissibili.
L’agevolazione potrebbe arrivare a 450.000 euro, mentre almeno 50.000 euro resterebbero a carico dell’impresa.
A questa cifra vanno aggiunti:
- IVA eventualmente non finanziata;
- spese escluse;
- costi del personale;
- liquidità necessaria prima delle erogazioni;
- eventuali scostamenti rispetto ai preventivi;
- risorse necessarie per le rate del finanziamento.
Il vero controllo da effettuare non è quindi “Invitalia copre il 90%?”, ma:
l’attività produrrà abbastanza cassa per sostenere gli investimenti, la gestione corrente e la restituzione di 450.000 euro?
ON o contributo a fondo perduto: quale scegliere?
Dopo il cambiamento del 1° luglio 2026, ON non dovrebbe essere confrontato con un bando a fondo perduto, ma con un finanziamento bancario.
I vantaggi principali restano:
- tasso zero;
- durata di dieci anni;
- copertura potenziale fino al 90%;
- assenza di garanzie specifiche fino a 250.000 euro;
- possibilità di finanziare progetti fino a 3 milioni;
- accesso su tutto il territorio nazionale.
Il principale svantaggio è evidente: tutto l’importo ricevuto deve essere restituito.
Prima di scegliere ON è quindi opportuno confrontare:
- rata e durata del finanziamento;
- garanzie richieste;
- tempi di valutazione ed erogazione;
- rigidità del programma di spesa;
- possibilità di ottenere altri incentivi;
- capacità finanziaria dell’impresa.
In sintesi
ON è ancora aperto nel 2026, ma non è più un contributo a fondo perduto.
Dal 1° luglio finanzia fino al 90% delle spese esclusivamente attraverso un finanziamento a tasso zero, rimborsabile in dieci anni.
Può essere una buona soluzione per imprese giovani o femminili con investimenti importanti e una capacità di rimborso credibile. È invece meno adatto a chi cerca risorse non restituibili o dispone di un progetto ancora troppo incerto.
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Articolo aggiornato al 3 agosto 2026 sulla base delle informazioni pubblicate da Invitalia. Prima della domanda è necessario verificare lo stato della misura e le disposizioni operative vigenti.