Autoimpiego Centro-Nord è l’incentivo Invitalia che finanzia la nascita di nuove imprese, attività autonome e studi professionali attraverso contributi interamente a fondo perduto.
È rivolto agli under 35 che si trovano in una delle condizioni lavorative previste dalla misura e vogliono avviare un’attività in una regione del Centro-Nord.
Le agevolazioni disponibili sono:
- voucher fino a 30.000 euro, elevabile a 40.000 euro;
- contributo del 65% per investimenti fino a 120.000 euro;
- contributo del 60% per investimenti superiori a 120.000 e fino a 200.000 euro.
La misura è attiva, non prevede una graduatoria e può finanziare anche liberi professionisti e lavoratori autonomi. La presenza di una partita IVA, però, deve essere analizzata con attenzione.
Autoimpiego Centro-Nord è aperto?
Sì. Al 3 agosto 2026 l’incentivo risulta attivo.
Le domande vengono esaminate in ordine cronologico, entro 90 giorni e nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.
Non è prevista una scadenza fissa. Lo sportello rimane operativo fino all’esaurimento dei fondi, con una dotazione complessiva di 219,6 milioni di euro.
Lo stato della misura è consultabile nella scheda ufficiale di Autoimpiego Centro-Nord.
Chi può richiedere l’incentivo?
Possono partecipare i giovani che, alla data di avvio della nuova attività:
- hanno almeno 18 anni;
- non hanno ancora compiuto 35 anni;
- risultano inattivi, inoccupati o disoccupati;
- oppure partecipano al Programma GOL;
- oppure rientrano nella categoria dei working poor.
Non basta quindi essere under 35. Il richiedente deve trovarsi in una delle condizioni lavorative riconosciute dalla normativa.
Che cosa significa essere inattivo?
È considerato inattivo il giovane che:
- non lavora;
- non possiede una partita IVA attiva;
- non ricopre ruoli in società attive iscritte al Registro delle imprese.
Che cosa significa essere disoccupato?
La condizione di disoccupazione può richiedere la Dichiarazione di immediata disponibilità, oltre al rispetto delle condizioni reddituali e lavorative previste.
Chi sono i working poor?
Sono lavoratori dipendenti o autonomi con un reddito che produce un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni fiscali spettanti.
Per un lavoratore autonomo, la verifica viene effettuata utilizzando l’ultima dichiarazione dei redditi presentata, relativa all’anno d’imposta precedente alla domanda.
La presenza di un lavoro o di una partita IVA, quindi, non determina sempre l’esclusione: il richiedente potrebbe accedere come working poor, se rispetta la relativa definizione fiscale.
In quali regioni si può aprire l’attività?
L’iniziativa deve essere localizzata in una delle seguenti regioni:
- Piemonte;
- Valle d’Aosta;
- Liguria;
- Lombardia;
- Veneto;
- Friuli-Venezia Giulia;
- Trentino-Alto Adige;
- Emilia-Romagna;
- Toscana;
- Lazio;
- Umbria;
- Marche.
Per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia lo strumento corrispondente è Resto al Sud 2.0.
La scelta tra le due misure dipende quindi dalla sede della nuova iniziativa, non semplicemente dalla residenza personale del proponente.
Si può partecipare con una partita IVA già aperta?
Sì, ma solamente in condizioni precise.
L’iniziativa economica deve essere stata avviata:
- nel mese di presentazione della domanda;
- oppure nel mese immediatamente precedente.
Inoltre, deve risultare ancora inattiva al momento della richiesta.
Per un libero professionista o un lavoratore autonomo, la data di avvio coincide con l’apertura della partita IVA. Per un’impresa individuale o una società, coincide con l’iscrizione al Registro delle imprese.
Se, per esempio, la domanda viene presentata il 31 ottobre, l’iniziativa non deve essere stata avviata prima del 1° settembre.
Una partita IVA già operativa da diversi mesi, normalmente, non rispetta questo requisito.
La partita IVA può essere movimentata?
In linea generale, l’iniziativa deve essere inattiva: la partita IVA non deve essere movimentata né attraverso ricavi né attraverso costi.
Invitalia ammette limitate eccezioni per spese:
- di modesta entità;
- strettamente collegate alla costituzione dell’attività;
- necessarie alla sua formalizzazione;
- indispensabili per avviare tempestivamente il progetto.
Questa eccezione non dovrebbe essere interpretata come un’autorizzazione a iniziare normalmente l’attività prima della domanda.
Incassare compensi, fatturare ai clienti o sostenere investimenti rilevanti può compromettere l’ammissibilità.
Chi aveva già un’attività può ripartire con un nuovo progetto?
Il richiedente non deve essere stato, nei sei mesi precedenti la domanda, titolare o socio di un’attività con un codice ATECO coincidente fino alla terza cifra con quello della nuova iniziativa.
Il controllo riguarda anche attività cessate.
Per esempio, chi è stato titolare di un ristorante con codice ATECO appartenente al gruppo 56.1 non può chiudere l’attività e presentare immediatamente domanda per una nuova attività di ristorazione appartenente allo stesso gruppo.
Un codice ATECO formalmente diverso non è sufficiente quando le prime tre cifre coincidono.
La verifica deve essere effettuata prima di costituire la nuova iniziativa.
Quali forme giuridiche sono ammesse?
Autoimpiego Centro-Nord può finanziare attività esercitate come:
- lavoratore autonomo;
- libero professionista;
- ditta individuale;
- società in nome collettivo;
- società in accomandita semplice;
- società a responsabilità limitata;
- società a responsabilità limitata semplificata;
- società cooperativa;
- società tra professionisti.
A differenza di altri incentivi, non è quindi obbligatorio costituire una società.
Anche un professionista individuale può accedere, se rispetta tutti i requisiti personali, temporali e territoriali.
Quanto finanzia Autoimpiego Centro-Nord?
Sono previste due modalità principali.
Voucher fino a 30.000 euro
Il voucher è un contributo a fondo perduto fino a 30.000 euro, elevabile a 40.000 euro attraverso una maggiorazione.
Per ottenere i 10.000 euro aggiuntivi è necessario richiederli espressamente nella domanda e rispettare almeno una delle condizioni previste.
La maggiorazione può essere riconosciuta quando almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni o servizi:
- innovativi;
- tecnologici;
- digitali;
- ecosostenibili;
- destinati al risparmio energetico.
Può essere ottenuta anche attraverso specifiche consulenze tecnico-specialistiche erogate da enti del Terzo settore iscritti al RUNTS.
Contributo per programmi di investimento
Per progetti più strutturati è previsto:
| Investimento ammissibile | Contributo |
|---|---|
| Fino a 120.000 euro | 65% |
| Oltre 120.000 e fino a 200.000 euro | 60% |
Il contributo massimo ottenibile è quindi pari a 120.000 euro, corrispondente al 60% di un programma da 200.000 euro.
Quanto si riceve concretamente?
| Spese ammissibili | Percentuale | Fondo perduto | Quota non coperta |
| 60.000 euro | 65% | 39.000 euro | 21.000 euro |
| 100.000 euro | 65% | 65.000 euro | 35.000 euro |
| 120.000 euro | 65% | 78.000 euro | 42.000 euro |
| 150.000 euro | 60% | 90.000 euro | 60.000 euro |
| 200.000 euro | 60% | 120.000 euro | 80.000 euro |
La soglia dei 120.000 euro deve essere valutata con attenzione.
Un progetto da 120.000 euro può ottenere fino a 78.000 euro. Superando la soglia si passa alla percentuale del 60%. Aumentare il programma di spesa di poco, quindi, potrebbe non produrre un vantaggio economico.
Il piano deve essere dimensionato sulle reali necessità dell’attività, non sul massimo investimento teoricamente presentabile.
Quali attività vengono finanziate?
Sono ammesse nuove iniziative nei settori:
- industria;
- artigianato;
- trasformazione di prodotti agricoli, ittici e dell’acquacoltura;
- servizi alle persone;
- servizi alle imprese;
- turismo;
- commercio;
- attività professionali.
Sono escluse la produzione agricola primaria, la pesca e l’acquacoltura.
La trasformazione di prodotti agricoli può essere ammessa, mentre la loro produzione primaria resta esclusa.
Quali spese sono ammissibili?
Possono essere finanziati:
- macchinari;
- impianti;
- attrezzature;
- arredi nuovi;
- software e licenze;
- sviluppo di applicazioni;
- piattaforme digitali;
- portali web promozionali;
- visual brand e digital brand;
- ideazione e realizzazione di marchi;
- competenze per lo sviluppo di prodotti e processi tecnologici;
- determinate consulenze tecnico-specialistiche;
- opere di ristrutturazione e manutenzione straordinaria.
Le opere edili sono ammesse soltanto nei programmi di investimento e non possono superare il 50% delle spese approvate. Non possono essere inserite nel voucher.
Le spese ammissibili devono essere necessarie e direttamente collegate all’attività proposta.
Si può acquistare un automezzo?
Sì, esclusivamente quando è strettamente necessario alla produzione o all’erogazione dei servizi.
Può essere ammissibile, per esempio, per:
- un’impresa edile;
- un’impresa di pulizie;
- un’attività di ristorazione ambulante;
- un servizio che richiede operativamente il trasporto di materiali.
Non sono invece ammessi gli automezzi destinati ad attività consulenziali o libero-professionali.
Quali spese sono escluse?
Non sono finanziabili:
- acquisto di terreni;
- acquisto di immobili;
- beni usati;
- personale;
- materie prime e semilavorati;
- utenze;
- affitti;
- leasing;
- consulenze legali, fiscali e tributarie;
- consulenze per predisporre la domanda;
- consulenze generiche non specialistiche.
L’incentivo finanzia gli investimenti iniziali, ma non copre normalmente i costi ordinari necessari per mantenere l’attività.
Il proponente deve quindi disporre anche di risorse per affitto, bollette, personale, scorte e gestione dei primi mesi.
Le spese possono essere sostenute prima della domanda?
No. Il progetto deve iniziare dopo la presentazione della richiesta.
Sono ammissibili solamente le spese documentate da titoli con data successiva all’invio.
Prima della domanda è possibile richiedere preventivi, ma è prudente non:
- firmare ordini vincolanti;
- versare acconti;
- farsi emettere fatture;
- acquistare beni;
- iniziare i lavori.
Bisogna anticipare le spese?
Questo è uno degli aspetti più importanti.
Utilizzando un conto corrente dedicato, le fatture presentate sia nel SAL sia nel saldo devono risultare pagate. Il beneficiario deve quindi disporre della liquidità necessaria per anticipare le spese e attendere l’erogazione del contributo.
L’IVA non recuperabile, come può accadere nel regime forfettario, può essere ammessa se coerente con il progetto.
Invitalia prevede anche la possibilità di un conto corrente vincolato presso banche aderenti alla relativa convenzione. L’effettiva operatività e la disponibilità presso la banca devono però essere verificate prima di costruire il piano finanziario su questa soluzione.
Autoimpiego Centro-Nord non deve quindi essere considerato un contributo erogato integralmente prima degli acquisti.
Come si presenta la domanda?
La domanda deve essere inviata online attraverso l’area personale Invitalia.
Sono necessari:
- SPID, CIE o CNS;
- firma digitale;
- PEC;
- piano d’impresa;
- preventivi;
- modulistica relativa al voucher o al contributo.
Un delegato può aiutare nella compilazione, ma l’invio deve essere effettuato dal titolare o dal legale rappresentante dell’iniziativa.
La procedura è a sportello: non c’è una graduatoria finale, ma conta l’ordine cronologico di presentazione.
Gli errori più comuni
Prima dell’invio bisogna evitare cinque errori.
Aprire troppo presto la partita IVA
Se l’attività è stata avviata prima del mese precedente alla domanda, può risultare non ammissibile.
Movimentare la nuova attività
Fatturare o sostenere costi significativi prima della richiesta può far perdere il requisito di iniziativa inattiva.
Ignorare il vecchio codice ATECO
Anche un’attività cessata negli ultimi sei mesi può essere ostativa se il codice coincide fino alla terza cifra.
Confondere investimento e gestione
Affitti, personale, utenze e materie prime non vengono normalmente coperti.
Non calcolare la liquidità
Oltre alla quota non finanziata, può essere necessario anticipare le fatture e sostenere tutte le spese escluse.
Autoimpiego Centro-Nord o Resto al Sud 2.0?
Le misure hanno una struttura simile, ma percentuali e territori differenti.
| Elemento | Autoimpiego Centro-Nord | Resto al Sud 2.0 |
| Voucher ordinario | 30.000 euro | 40.000 euro |
| Voucher maggiorato | 40.000 euro | 50.000 euro |
| Contributo fino a 120.000 euro | 65% | 75% |
| Contributo fino a 200.000 euro | 60% | 70% |
| Territorio | Centro-Nord | Mezzogiorno |
Non è possibile scegliere liberamente l’incentivo più generoso: conta il territorio nel quale viene localizzata la nuova attività.
In sintesi
Autoimpiego Centro-Nord può essere particolarmente interessante per giovani disoccupati, inattivi, partecipanti al Programma GOL o working poor che vogliono avviare una nuova attività.
Il contributo è interamente a fondo perduto, ma il progetto deve rispettare regole precise su:
- età e condizione lavorativa;
- data di apertura della partita IVA;
- inattività dell’iniziativa;
- precedenti codici ATECO;
- localizzazione;
- spese ammissibili;
- disponibilità finanziaria.
Registrati su Fundo e verifica se Autoimpiego Centro-Nord è compatibile con il tuo progetto.
Articolo aggiornato al 3 agosto 2026 sulla base delle informazioni e delle FAQ pubblicate da Invitalia. Prima della domanda è necessario verificare lo stato dello sportello e le disposizioni operative vigenti.